Considerazioni sparse (V)
Ogni tanto viaggiare in treno mi causa istinti violenti, infanticidi e pure un po’ xenofobi… Ma è primavera e va bene così.
Ogni tanto viaggiare in treno mi causa istinti violenti, infanticidi e pure un po’ xenofobi… Ma è primavera e va bene così.
Quando un muto mi chiama sul cellulare, io mi turbo.
Sono in un romanzo giallo della Christie. Di fronte a me un prete giapponese, in attesa di una telefonata del vicario per sapere della messa di domani. Accanto, due palermitani che parlano di tizi indagati per truffa e bancarotta. Manca giusto una principessa russa…
I giapponesi hi-tech che non sanno soffiarsi il naso mi irritano.
Il sosia di Cofferati seduto di fronte a me ha delle brutte scarpe ma dei calzini a righe graziosissimi.
I bambini rompono la minchia. Indipendentemente dalla lingua su cui sono impostati.
Non si può sopprimere un istinto vecchio ventisei anni: io, qui a Londra, non ho ancora capito come si attraversa…
Primo post dall’iPod Touch. Son cose…