È il 16 luglio, oggi. Non è una grande notizia, in effetti, niente per cui valga la pena strapparsi i (pochi) capelli. Ti capita almeno una volta l’anno, da venticinque anni a questa parte: che sia il 16 luglio, s’intende.
È solo da qualche anno, però, che il 16 luglio è diventato il giorno del tuo compleanno: e questo sì, senza “se” e senza “ma”, è un fatto decisamente degno di nota. Non che l’abbia deciso tu, è ovvio: stavi così bene a fine novembre, tu, con la tua bella nebbia e il tuo freddo bigio a farti compagnia.
E invece no: ti succede di ricevere una mail strampalata, non fai in tempo a chiederti: “E questa chi cavolo è?”, che subito dopo ti scopri Cancro-ascendente-Vattelappesca senza nemmeno capire il perché.
Quello che in breve ti diventa chiaro – tra una ciarla e l’altra, tra delirii sul “biondo-Milano” e litigate per una doccia di troppo (ehi, tu che leggi: sappi che avevi torto marcio, ma ti si perdona tutto, oggi) – è che non solo non puoi più fare a meno di lei – della pazza della mail strampalata – ma anche che se oggi ti piace così tanto quello che sei, un po’ del merito è senz’altro suo.
Ma questo tu non glielo dirai mai, perché se sei “stronzetto” e “marcio dentro” un motivo ci sarà, in fin dei conti.
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